Infertilità e Fertilità

Fecondazione Eterologala donazione di gameti

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    La donazione di gameti (cosi detta fecondazione eterologa) consiste nell'utilizzo di gameti esterni alla coppia.

    L'ovodonazione è una tecnica di fecondazione assistita di tipo eterologo che prevede la donazione di ovociti da una donna ad un'altra.

    L'ovodonazione è utilizzata da donne che non producono ovociti o ne producono di qualità modesta, ed hanno quindi scarse o nulle possibilità di avere un figlio anche con le tecniche di fecondazione assistita tradizionali.

    Procedimento:

    Si realizza essenzialmente in tre fasi:

    Nella prima fase la donatrice si sottopone al trattamento ormonale tipico della fecondazione in vitro, che ha lo scopo di stimolare la maturazione di parecchi ovociti.

    Gli ovociti vengono poi raccolti e fecondati in vitro.

    Infine, uno o più degli embrioni così ottenuti vengono trasferiti nell'utero della ricevente. Se gli embrioni sono numerosi, alcuni possono essere congelati per un uso futuro.

    Generalmente, nelle settimane precedenti al trasferimento di embrioni, la ricevente deve seguire anch'essa un blando protocollo ormonale (estrogeni per via orale o transdermica), al fine di preparare l'utero a ricevere gli embrioni.

    È importante distinguere tra i due diversi scenari in cui può avvenire l'ovodonazione:

    Il primo è quello dell'ovodonazione "piena", in cui la donatrice cede tutti gli ovociti prodotti in seguito alle stimolazioni ormonali.

    Il secondo è quello dell'egg sharing (condivisione di ovociti), in cui una donna che si sottopone al trattamento in vista di una fecondazione in vitro destinata a sé stessa, cede soltanto una parte degli ovociti, in genere la metà.

    Nel primo caso le donatrici sono usualmente donne giovani e con ottimi livelli di fertilità, e la qualità dei loro ovociti assicura alte possibilità di successo e bassi rischi di aborto. Questi vantaggi non ci sono, in genere, nell'egg sharing, ed anche il numero limitato di ovociti non aiuta, per cui i tassi di successo sono inferiori.


    La fecondazione con donazione di seme può implicare l'applicazione di IUI, FIVET o ICSI in relazione alla valutazione complessiva della coppia.
    Il donatore deve essere valutato riguardo a patologie virali (Epatite B, Epatite C, HIV, Sifilide).
    Il seme deve essere sottoposto ad una quarantena di 6 mesi (congelato) e il donatore risottoposto ai medesimi esami per garantire la sicurezza nell'utilizzo. Pertanto viene usato solo seme congelato.

    Sono inoltre previsti: mappa cromosomica, microdelezione del cromosoma Y, screening per la fibrosi cistica e per l'anemia mediterranea. Tutto questo non esclude totalmente la possibilità di altre patologie genetiche trasmissibili.

    La fecondazione con donazione di ovociti implica necessariamente l'utilizzo di FIVET o ICSI in relazione sempre alla valutazione della coppia. Le donatrici sono esaminate allo stesso modo dei donatori. Gli ovociti vengono utilizzati pero' al momento del prelievo per ottimizzare le possibilità di successo e quindi non vengono sottoposti a quarantena.

    Può essere seguito un criterio di abbinamento donatori-riceventi che tiene conto della combinazione dei gruppi sanguigni, in modo tale che il bambino abbia un gruppo sanguigno compatibile coi gruppi dei genitori e quindi non risulti palese la presenza di un gamete esterno: tale accortezza tuttavia non ha nulla a che vedere con la salute ma solo con la tutela della privacy.

    Il rispetto delle caratteristiche somatiche non è pretendibile: alcuni centri lo offrono altri no.

    Le percentuali di successo variano a seconda della tecnica usata e, nel caso di donazione di ovociti, dell'età delle donatrici.

    L'utilizzo di ICSI piuttosto che di FIVET è relativo in senso assoluto solo alla qualità del liquido seminale, ed in alcuni casi alla quailita' degli ovociti.


    In Europa l'ovodonazione è regolamentata dalle leggi sulla fecondazione assistita, che a volte la proibiscono del tutto, come in Italia e in Germania, in altri casi consentono soltanto l'egg sharing, come in Danimarca, in altri casi ancora pongono grossi limiti quali il divieto dell'anonimato e/o dei pagamenti per le donatrici.

    Ciò ha contribuito al fenomeno del turismo riproduttivo, in quanto la pratica dell'ovodonazione si è concentrata nei paesi con leggi meno restrittive, principalmente in Spagna, e in misura minore in Grecia, Finlandia, Ucraina, Russia e Cipro, e altri paesi dell'est; in Gran Bretagna è piuttosto diffuso l'egg sharing. Negli Stati Uniti l'ovodonazione è regolamentata dall'FDA (Food and Drug Administration) di conseguenza i controlli su questa attività sono tra i più intensi.

    fonte: mammeonline

     
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